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precariCresce la tensione tra i dipendenti della Formazione professionale della provincia di Caltanissetta che

temono - con sempre maggiore preoccupazione - di perdere il loro posto di lavoro: la "operazione" decisa dal presidente Raffaele Lombardo e dall'assessore Mario Centorrino di sgravare di tutti i costi del settore in Sicilia (compresi quelli derivanti dal pagamento degli stipendi dovuti ai dipendenti dei vari enti di formazione) e di destinarli sul Fondo Sociale Europeo sembra infatti non assicurare a tutti i dipendenti degli enti di formazione il posto di lavoro anche in futuro.
E la riprova di ciò la si è avuto nelle ultime ore, poichè è stato reso noto un elenco da cui si rileva che una buona parte delle richieste di finanziamento dei nuovi corsi formulata dai responsabili degli enti "storici" non è stata accolta, mentre hanno trovato accoglimento quelle presentate dagli enti di recente istituzione.
Una decisione che per molti lavoratori della Formazione professionale (in Sicilia sono ormai 10,300, mentre a Caltanissetta sono intorno ai 320) costituisce un vero e proprio dramma: se verrà confermato anche nei prossimi mesi questo orientamento significa che solo un terzo del personale assunto in questi anni dagli enti "storici" potrà continuare a lavorare, mentre tutti gli altri dipendenti verranno posti dapprima in Cassa integrazione in deroga e successivamente potrebbero subìre il licenziamento.
Ma non è finita qui, perchè gli enti di recente istituzione che hanno presentato i progetti sembra che abbiano ottenuti i finanziamenti: per cui potranno avere la possibilità in futuro di fare altre inedite assunzioni senza avere l'obbligo di utilizzare il personale in servizio negli anti come l'Ecap, lo Ial, l'Efal, etc.
«In questo modo - sostiene Alberto Zagarella della Ugl di Caltanissetta - c'è il rischio che vengano licenziati migliaia di persone che lavorano negli enti di formazione "storici" e che vengano assunti a tempo determinato delle altre persone che, continuando in una sorta di ciclo perverso, a loro volta rischieranno tra qualche tempo di ritrovarsi senza lavoro. In questo modo si perdono dei posti di lavoro che prima davano certezze a tante famiglie e si crea tanto altro precariato che non assicura qualità ai corsi. Non è questa di certo la riforma del settore della formazione professionale che tutti noi auspichiamo».
«E per discutere questi argomenti - dice ancora il sindacalista della Ugl - abbiamo organizzato una riunione che si terrà a Caltanissetta martedì pomeriggio alle ore 16 alla presenza del coordinatore regionale Toni Provenzale: assieme agli altri colleghi vogliamo fare il punto della situazione, capire quali sono le vere intenzioni del Governo regionale e decidere quali iniziative mettere in atto nei prossimi giorni per difendere il nostro posto di lavoro».
Giuseppe Scibetta (tratto da La Sicilia)

Commenti  

 
0 #1 zannabianca 2012-02-20 12:25
fatemi capire.
Si parla di tutti quei signori che ciucciano danari pubblici organizzando corsi di formazione che alla fine giovano solo alle loro tasche?
Ma secondo me non c'è più tanto da ciucciare cmq se volevete fate pure...
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